Il tuo cervello è un utero, un utero che ha le mestruazioni e si restringe.
Questo, molto ristrettamente, è l’assunto che voglio riuscire a dimostrare.
Sia chiaro, questo succede solo se è sano, se è ancora produttivo, se ha ancora tutte le possibilità di ospitare la vita. Se invece non si restringe mai, o non si restringe più, resta sempre un utero, ma incapace di assolvere alla sua funzione.
Chiaro no?
Se c’è un utero pronto a ricevere, ci dovrà essere anche un seme. Il seme dell’utero/cervello è la conoscenza.
Durante l’infanzia e l’adolescenza quest’utero si riempie di nozioni e di dati, di emozioni e sensazioni e tutto ciò che può contenere il nostro fantastico apparato cognitivo.
Ma la consapevolezza ancora non c’è. Giuridicamente è stabilito che ai 18 anni si raggiunge la maturità, si è cioè capaci di intendere e volere. Ma guardatevi intorno: è veramente così? Oppure, sempre più frequentemente si incontrano persone che, come si dice a Napoli, “Tenen a capo solo per spartere e recchie?

La risposta è scontata. L’età anagrafica è indipendente dal grado di maturità che dimostrano le persone. Per la teoria del restringimento il problema di queste persone è solo uno: hanno bloccato la grande, salvifica, celeste mestruazione cerebrale.

Già perché tutte le nozioni acquisite durante il periodo dell’inconsapevolezza vengono al nodo centrale della sostenibilità di queste idee nella vita di tutti i giorni.
Dopo averti parlato per decenni, ad esempio, di diritti inviolabili e di uguaglianza di opportunità, ci si ritrova come animali a combattere per ogni singolo morso, per ogni singolo boccone vitale.
Allo stesso modo, tutti i concetti di uguaglianza davanti alla legge, di rispetto per le diversità delle persone; allargando ancora il campo potrei farti pensare all’idea di sé nel mondo, la professione che si vuole svolgere, la donna o l’uomo ideale. Insomma di esempi se ne potrebbero fare a migliaia perché la mestruazione celebrale è proprio quel riassetto generale delle proprie convinzioni necessario ad una vera crescita.

Ho visto fra gli umani sempre e solo due tipi di persone: quelle che le rivedi dopo tempo e sono completamente cambiati e quelli che, invece, anche se li incontri dopo vent’anni, ti viene da dire “Oh ma sei sempre lo stesso tu?”

Il motivo è semplice: chi nel momento della disillusione affronta questo magico meccanismo con la paura – di impazzire, di andare in depressione, di stare fuori di testa – corre un grave rischio: il rischio è quello di rifugiarsi in uno dei migliaia di profili ciclostilati che la società offre. I rifugi sono tanti, infiniti, quante sono le sfaccettature delle proprie paure.

Chi accetta il concetto di mestruazione cerebrale ha tutt’altro approccio alla vita. Nel momento del restringimento ringrazia il creato per questa trasformazione che lo riporta da uno stadio ad un altro, dalla disperazione alla nuova rinascita in cui avrà un’altra possibilità, e poi un’altra ancora, fino a modellarsi psichicamente proprio sulla personalità primigenia del suo essere.
Se è vero che il corpo fisico muore ma l’anima ritorna mille volte sul mondo, allora è questo lo scopo della vita: accettare la mestruazione cerebrale, restringersi fluidamente e consapevolmente affinchè ciò che è la vita del corpo si allinei quanto più possibile alle esigenze della propria anima.

MESTRUAZIONI CEREBRALI

Analizziamone il testo

Confusione imperante
Con fusione cosatante
Io non so più reagire
Condannato a soffrire
Sento solo mancanze
Enormi carenze

È la fase di carico della mestruazione cerebrale. Quelli che erano i punti di riferimento psichici ed emozionali vacillano nella condizione di disorientamento che si prova. Tutto si opacizza e tende a connotarsi come pericoloso o inutile. Si vive al di sotto della linea della vita. La paura si impossessa dei pensieri e delle azioni, bloccando ogni tentativo di razionalizzare

Situazione angosciante
Assai delirante
Il mio spirito attento
Capta restringimento
Necessaria una cura
Che non sia troppo dura

Arriva il delirio. Si è coscienti di essere “fuori”, di dire o fare cose che agli altri appaiono strane, che destano preoccupazione. Nel contempo si prova una forza vitale infinita, una connessione più vera con il proprio essere vita. Lo spirito è là, vigile. È stato lui a sciogliere le briglie del controllo perchè non si sentiva ascoltato. ora aspetta solo che la situazione di emergenza faccia compiere all’essere la sua scelta.
La scelta è la cura.
Se dominerà la paura, se lo stato di panico verrà socializzato, ne potrebbe conseguire una cura troppo dura – medicalizzazione, psicofarmaci, al limite TSO – con l’intento di portare l’essere alla situazione di normalità, di sopire tutto il prezioso momento umano che per la prima volta si è affacciato alla coscienza. Sto male, sono malato, ho bisogno di aiuto. Questa la certezza che si fa strada nella paura.

Ad un tratto una voce
Che si agita dentro
E sale radente
E s’agita dentro
E sale da dentro
E s’agita, e sale, e s’agita, e sale, e s’agita
Che fai te strigne
Nun te restrigne
Che se te strigne
Tu poi te spigne
Dai nun te strigne
Nun te restrigne
Che se te strigne
Tu poi te strigne
Dai nun te strigne

La determinazione nel farsi curare già sente la nostalgia per il risveglio che si è provato. È questo il momento di dargli voce. Una voce che da dentro si agita all’idea di veder vanificato il suo sforzo di emergere e che grida forte all’essere di non avere paura della trasformazione, di non restringersi.
In questo conflitto nasce, irrefrenabile, la voglia di scaricare la tensione. La risata beffarda e salvifica è l’unica reazione sensata quando ci si mette in discussione e si guarda in faccia la condizione umana. La consapevolezza si fa strada e si inizia a vedere la luce in fondo al tunnel. Una sensazione si affaccia: la gratitudine. Grazie vita che mi metti alla prova e mi fai rinascere quando pensavo di morire.

Fisiologicamente
Cerbello se restrigne
Fisiologicamente
Me sto a mestruà il cerbello

L’intuizione: se non sono pazzo, se non sono malato, ciò vuol dire che questo che sto provando è una condizione fisiologica; che è un processo di rinascita dovuto ad una convinzione di attaccamento che non volevo lasciare… SI, può darsi che sia cosi. Allora è tutto chiaro! Sto vivendo – e ne sto uscendo non solo indenne, ma addirittura migliorato – la mia prima mestruazione cerebrale; tutto il resto che arriverà non potrà che essere fantastico perchè, grazie al viaggio interiore, sono riuscito a sconfiggere la paura.
Chiappafappa!