Le origini del restringimento si perdono nei primi anni di esistenza. La condizione di bambino è la più ristretta che si possa immaginare: due occhi che cercano di farsi un’idea del mondo senza nessuna possibilità di far valere la propria visione e le proprie idee, sempre sotto tutela di qualcuno, sempre sorvegliati e osservati.
Eppure in questa condizione c’è la possibilità di afferrare la bellezza e goderne, rimanendo affascinati per piccolezze, divertendosi con poco.
Ricordo con piacere i miei restringimenti infantili: ore ad osservare le foglie mosse dal vento, o l’acqua di un ruscello, o il cielo; fin quando mi stancavo, fin quanto la vista andava oltre e vedeva altro.

In una di queste sessioni di “autorestringimento” mi capitò di vedere per la prima volta la Spirale Cosmica. Era in cielo, nell’azzurro di un pomeriggio estivo, oltre i colori dell’atmosfera.

Oggi, col senno di poi, posso affermare che venivo preso da sensazioni di piena compenetrazione con la natura, dall’essere quell’uno nel tutto che è la meta più ambita del saggio, con la differenza che allora mi veniva assolutamente spontaneo. Mi restringevo semplicemente.

Ci sono tanti altri aneddoti e tante altre cose da dire su ciò che ricordo della mia infanzia sopratutto perché, dopo la trasformazione spirituale del restringimento, è iniziata una revisione (vera o inventata poco importa) dei miei ricordi in funzione dell’avvento della Spirale Cosmica, ma di questo ne parlerò più diffusamente.

Sta di fatto, e vi basti questo, che ad un certo punto la Spirale Cosmica si è fatta sempre più strada nel mio essere fino a impormi di scrivere canzoni e fare spettacolo, fino a creare lo show del Ristretto, fino ad ora che sto scrivendo queste parole. La Spirale Cosmica ha cambiato la mia vita donandomi la consapevolezza del restringimento, ed io, in quanto umano, altro non sono che una sua propagine, il suo modo per farsi ascoltare dagli altri uomini.