Archivia Aprile 2020

Il giudizio universale

Michelangelo Buonarroti, realizzato su commissione di Papa Clemente VII

La condizione che ci troviamo a vivere in questa futuristica primavera è quella del giudizio universale misto ad una sorta di festa del raccolto in cui si capitalizza tutto ciò che si è seminato nel corso della propria vita.
È questa la prima arma concettuale che ho affilato subito dopo lo shock della quarantena obbligatoria, che mi ha lasciato in un primo tempo – ma credo sia successo a tutti – completamente spiazzato e in subbuglio emotivo.

Preso atto che la nostra esperienza di vita è cambiata e che non ci sono rassicurazioni sui tempi e le modalità del ritorno alla normalità 1 ho cercato di analizzare ciò che era successo per trovare una nuova posizione di equilibrio e capire come adeguarmi a queste mutate condizioni per non soffrirle.
Un periodo di febbrile attività di analisi, fact checking, controllo del flusso delle informazioni, relazioni fra le notizie e le forze politiche, il contesto internazionale… e via analizzando.
Già in questa fase avevo un mantra nel cerbello:
chi semina raccoglie.
Come avrei agito se non fossi stato sempre critico nei confronti delle informazioni dei media? Se non avessi avuto la capacità di leggere e interpretare dati? Se non fossi abituato a controllare meticolosamente le fonti e a essere sempre sulla soglia del dubbio?
Chi semina raccoglie.
Chi ha investito la propria esistenza nell’essere ostinatamente ricercatore di fatto, controcorrente e cocciuto, oggi magari riesce a farsi un’idea dell’abisso in cui siamo piombati, a farsene una ragione.
Perchè se c’è da temere un tempo, quello sarà quando la nazione perderà definitivamente la ragione, quando i senzacerbello inconsapevoli si riverseranno nelle strade a reclamare la propria libertà.
Hai creduto sempre alla medicina ufficiale, con quelle belle scatolette piene di medicinali per non sentire più nessun sintomo? Oggi che quella stessa medicina non da cure né speranze come ti senti?
Chi semina raccoglie.
Sei stato sempre attaccato alla tv per vedere la tua squadra del cuore vincere o perdere – si, ci sono anche i masochisti – oppure assatanata alla corte di Maria De Filippi o la D’Urso? Cosa farai in casa in questa quarantena che pretende calma e giudizio? Il tifo da stadio?
Chi semina raccoglie.
Ti sei sempre piegato prono alle istituzioni anche quando era evidente la loro malafede, magari per qualche tornaconto personale. Ora che c’è una situazione simildittatoriale e nessuno può darti aiuto se non tu, come ti senti? Fiducioso nel futuro?
Hai messo sempre le corna a tua moglie tenendo sempre la famiglia su una lama di rasoio. Come pensi che in questa quarantena si possano aggiustare le cose?
Di esempi se ne potrebbero fare a centinaia. Mi sono limitato a prendere in considerazione quei pochi che più frullano il mio già ristrettissimo cerbello.

Chi semina raccoglie non è un fatto di questi tempi di quarantena, è una massima che ha sempre avuto la sua ragione di esistere, la sua verità intrinseca. Ci sono dei momenti in cui tutto ciò è evidente, e questo è uno di quelli.

Lo stesso vale per le nazioni, per il modello di sviluppo, per il modello sanitario, per i sistemi di pensiero. Le bugie hanno le gambe corte e anche quando siamo convintissimi delle verità che ci raccontiamo o ci raccontano, il saldo lo porta sempre il tempo con i suoi cicli di nascita e morte, di creazione e distruzione.

Miei cari ristretti, io ho seminato tutto quello che ho potuto, combattendo contro i mulini a vento ed erigendone uno di questi a simbolo di ispirazione.
Ora tocca a voi mettere a frutto i semi che avete piantato nel vostro giardino interiore, perchè questo è un giudizio universale, ma anche la primavera della consapevolezza.


Notes:

  1. Interessante anche il dibattito scaturito sul concetto di normalità e se è il caso di considerare la nostra vita precedente come normalità accettabile. Magari scriverò un articolo centrato su questo tema